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La raccolta dei tesori

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Quando un bambino esplora un nuovo angolo di natura presto il suo sguardo si fissa a terra, come attirato da un’invisibile forza.

Sta cercando i tesori della natura, oggetti belli e misteriosi che gli raccontano la storia del posto che sta esplorando. Il percorso del bambino va da tesoro a tesoro, attirato da una forma strana, da un colore diverso, da un movimento. Difficilmente andrà dritto sul sentiero, ma si fermerà, tornerà indietro, girerà in tondo.

E quando trova un tesoro non può limitarsi a guardarlo. No, lo deve toccare e possibilmente raccogliere. Credo tutti i bambini si trovino a fare una volta o l’altra il gesto di mettere in tasca un sasso o una ghianda.  E’ un modo per dire “lo sento mio”, “mi interessa”. E’ un modo per riconoscere il legame con il mondo naturale, concreto e tangibile così come deve essere per dei bambini.

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Come tutti i gesti spontanei dei bambini esprime un bisogno, che una volta soddisfatto sarà la base sicura per la fase successiva. In questo caso: lo vedo, mi piace, ma lo lascio lì perché so che questo è il suo posto.

E come tutti i bisogni dei bambini, noi dobbiamo semplicemente accoglierlo e sostenerlo. Prima di tutto portandoli in luoghi dove possano fare le loro raccolte di tesori naturali in tranquillità.

Noi abbiamo creato anche una borsa apposta per la raccolta dei tesori, perché le nostre tasche non erano abbastanza grandi.

E’ una piccola borsa in feltro, da legare in vita perché rimanga ben ferma (a tracolla può dare fastidio, su una spalla rischia di cadere ogni momento).

borsa2L’11 ottobre tengo un corso di una giornata a Milano per imparare a fare borse in feltro, se volete maggiori informazioni potete visitare la pagina di Donnacreativa.

Il giardino delle fate dei fiori

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C’era una volta un giardino spoglio, senza neanche un riparo per la pioggia, una fontana per bere, un angolo dove sedersi a riposare…povere fate! Dobbiamo correre ai ripari e aiutarle, rendendo il nostro giardino o balcone più accogliente per loro.

In cambio si prenderanno cura dei fiori e delle piante e renderanno pieno di vita il nostro angolo verde.

Sabato 5 luglio dalle ore 15.00 alle 17.00

MINI GIARDINO DELLE FATE
Con materiali naturali, tanta fantasia e un po’ di ingegno costruiamo le dimore per le fate dei fiori.
Rivolto a bambini dai 5 ai 12 anni
partecipazione per 2 ore, materiale incluso e spuntino bio 10 €
(bambini affidati all’operatore, i genitori possono rilassarsi)
con Selima

All’Oasi Bimbi della Galbusera Bianca all’interno del Parco di Montevecchia

Iscrizione: tel. 039.57.03.51 – email oasibimbi@oasigalbuserabianca.it

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Colori a dita e colla naturale

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Sto progettando un nuovo laboratorio ispirato al libro “Federico” di Leo Lionni, la storia del topino che sembra che non faccia niente e invece fa un lavoro importantissimo.

E’ una storia bene scritta e molto semplice che offre moltissimi spunti:  l’importanza dell’arte, della contemplazione, della collaborazione, il tema della stagionalità, della diversità etc.

Il tutto accompagnato da illustrazioni semplici ma di grande effetto.

E’ da un po’ che voglio sperimentare i colori a dita naturali e le atmosfere di questo libro mi sembra si adattino benissimo, per cui ho preparato la base, secondo la ricetta di Equazioni:

  • 3 cucchiai di amido di mais
  • 1 /4 di tazza di acqua fredda
  • 1 tazza di acqua bollente

Si scioglie l’amido di mais nell’acqua fredda e poi una volta stemperato nell’acqua calda si mette sul fuoco mescolando finché non si addensa.

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Per aggiungere il colore però non ho voluto usare i soliti coloranti alimentari, bensì i pigmenti ottenuti da terre e ossidi minerali. Per il verde/grigio ho usato semplice argilla verde.

Credo che se si lavora nel campo dell’educazione ambientale ogni percorso debba favorire il più possibile l’impiego di materiali naturali e  di recupero, anche se non è il tema specifico dell’attività. Per esempio per ritagliare i topini ho usato il cartoncino degli astucci dello yogurt.

Mio cruccio, fin’ora, l’uso della colla in stick e del Vinavil (oltre a essere sintetico ha il difetto che usandolo spesso per le attività con i bambini si finisce per buttare via una quantità pazzesca di piatti, ciotoline, pennelli.etc).

Ma finalmente ho trovato l’alternativa: la base dei colori a dita, senza l’aggiunta dei coloranti, è una colla perfetta!

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Sporco e bello

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Mi capita abbastanza spesso di fare percorsi di manipolazione della terra alla scuola dell’infanzia (3-5 anni) e molto spesso nelle classi c’è almeno un bambino o una bambina a cui non piace sporcarsi le mani. Sono proprio in difficoltà, li vedi che guardano con disagio la terra e si tengono a distanza di sicurezza. Non partecipano all’attività, o fanno finta.

argilla11Una volta pensavo che fossero tutti figli di genitori che li sgridano quando si sporcano. Di quelle mamme che l’ultima cosa che dicono ai loro figli quando li lasciano all’asilo è “Mi raccomando non ti sporcare”. Nipoti di quelle nonne che quando vengono a prenderli commentano per prima cosa lo stato dei vestiti. Insomma di quei genitori che mettono i pantaloni bianchi ai bambini il giorno della gita al parco o alla fattoria didattica.

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Poi, parlando con un po’ di mamme e di maestre ho capito che non è sempre così. Alcuni bambini tra i 2-3 anni possono attraversare una fase così, in cui gli dà fastidio sporcarsi. Perché stanno imparando a conoscere e prendersi cura del loro corpo. Perché stanno facendo il percorso di spannolinamento, e allora il concetto di sporco richiama tante nuove emozioni.

argilla31Allora non bisogna forzarli, come purtroppo mi capita veder fare da alcune maestre… magari le stesse che però loro la terra non la toccano. Si può proporre delle attività che sporcano poco, come il didò. Farle con loro. Passare ad attività un po’ più sporchevoli, come la manipolazione della farina gialla. Dare la possibilità di usare la tempera con pennelli e timbri. Piano piano si sentiranno a loro agio e arriveranno anche loro a divertirsi con la terra e il fango.

argilla41Però credo proprio che tutto questo si possa prevenire, proponendo tante attività sensoriali e tattili in particolare ai propri bimbi. Insomma non ce lo vedo mio figlio fare lo schizzinoso con la terra. E se poi capitasse anche lui non importa, ricominceremo dai cumuli delle talpe fino ai bagni di argilla verde. Avendo cura di scegliere la colonna sonora giusta.

 

Bagno tattile

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Anche se sono ancora troppi piccoli per andare ad esplorare il mondo da soli, possiamo cominciare a portare loro un po’ di mondo da esplorare.

bagno tattile 2

Ingredienti

una vaschetta

1 kg di farina di mais

contenitori di diversi materiali e dimensioni

1 bambino di 6 mesi circa

Procedimento

Versare la farina nella vasca a temperatura ambiente.

Togliere calze e altre parti in eccedenza al bambino e appoggiarlo delicatamente nella vasca.

Decorare con i contenitori e godersi lo spettacolo.

bagno tattile

Ode alla talpa

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Il giardiniere pigro è una figura mitica, non molti ne hanno sentito parlare e di questi pochi hanno capito chi è veramente.

Si può definire in molti modi ma per me è prima di tutto colui che nel giardino trova solo alleati e mai nemici.

Il giardiniere pigro è intimamente convinto che la natura ha un progetto in mente per il suo giardino ed è suo preciso dovere non opporsi, non resistere, non combatterla, in nessuna delle sue manifestazioni.

E questo vale anche per le talpe.

TALPE 1

talpe 2

Appena compaiono i tipici cumuli di terra nel prato il normale giardiniere ha una reazione di panico. A dimostrare i sentimenti di odio e disprezzo che suscitano questi animaletti basta digitare “talpe” su Google e osservare i risultati:

ricerca talpe

La prima preoccupazione è: “Come eliminarle?”.

Fermi tutti. Ora chiedetevi “Perché devo eliminare le talpe?”.

Le talpe NON mangiano le radici, al massimo le smuovono un po’ ma  non possono assolutamente mettere in pericolo le piante (a meno che non stiamo parlando di un orto).

Mangiano invece le larve di maggiolino, che sono voraci divoratrici di radici, e tantissime altre larve potenzialmente dannose.

Il fatto che rovinino il prato poi è tutto da dimostrare: è come dire che gli scoiattoli rovinano il bosco!

In “La pazienza del giardiniere” Paolo Pejrone ha scritto:

Il giardino in movimento ha i suoi eroi a cominciare provocatoriamente

dalle odiatissime talpe, che possono procurare in un giardino

preziose forme di land art…

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Avete mai guardato da vicino una cumulo talpesco? Sono montagnette tonde e regolarissime, che si appoggiano al terreno con armonia ed equilibrio. La terra lavorata dagli artigli è disposta ordinatamente come la farina pronta per un nuovo impasto. La luce radente gioca nelle sfumature tra la terra più umida e scura e quella più asciutta e chiara della superficie.

La disposizione dei cumuli  poi è fonte di innumerevoli suggestioni. Dove finisce una serie di tunnel e ne inizia un’altra? Quali gallerie sono per la caccia e quali per la tana vera e propria? Dove saranno i cuori pulsanti di questi intrecci, i nidi dove i piccoli animaletti riposano e si riproducono?

Un prato segnato dai cumuli delle talpe è un invito a guardare anche dove il nostro sguardo non arriva, a rispettare il significato di segni che non capiamo, a convivere con una parte di noi che non affiora mai in superficie ma che è sempre attiva.

Ecco, il giardiniere pigro è colui che quando trova dei cumuli nuovi nel suo prato non si dispiace, anzi si fa tentare dal piacere di affondare le mani nella terra già lavorata da qualcun altro e posta così, come un regalo, davanti al suo uscio.

Un obiettivo ragionevole per un educatore ambientale dovrebbe essere, perlomeno, di dare spazio al giardiniere pigro che c’è in ogni bambino.

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Aneto il Gufo – un libro di stoffa autoprodotto

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Un libro è pagine e colori, parole e fantasia, immagini e sensazioni. Non si è mai troppo piccoli per avere tra le mani un libro.

Il libro è un oggetto curioso, si sdraia e sta in piedi, ha un dritto e un rovescio, un davanti e un didietro. Qualche volta ha anche un buco. Come si fa a non voler esplorare un libro?

Il libro è uno strumento prezioso per un genitore, perché ci permette di condividere con i nostri figli parole e suoni, ritmi e colori. Inoltre, guardare cosa può fare tuo figlio piccolo con un libro tra le mani ti fa scoprire quante cose è già in grado di fare.

Nel sito del progetto Nati per leggere trovate moltissime motivazioni valide per proporre libri anche a bambini piccolissimi, una su tutte:

Il bambino acquisisce abilità nelle competenze dell’alfabetizzazione non solo come un risultato
di istruzioni dirette, ma anche come un prodotto di un ambiente stimolante e responsivo.

Se i libri hanno fatto parte del loro mondo sin da piccoli e sono stati protagonisti di nuove avventure come di rituali famigliari, quando arriverà il momento di imparare a leggere sarà più semplice, e soprattutto il piacere della lettura rimarrà con loro per sempre.

Un libro per i piccolissimi dovrebbe avere queste caratteristiche:

  • dimensioni e materiali che rendono facile e piacevole la manipolazione;
  • poche immagini e chiare;
  • poche parole, magari in rima;
  • piccole storie con oggetti e personaggi  famigliari e riconoscibili;
  • pagine interattive (con buchi, tasche, nastri, flip-flap…).

“Aneto il Gufo” è il primo libro di stoffa che ho fatto per il mio bimbo di 8 mesi.

Ho scelto poche immagini essenziali che raccontassero una storia semplice. Non ho aggiunto parole perché lunghe da realizzare e a questa età non mi sembrano fondamentali.

Quando lo guardiamo insieme gli descrivo le scene con parole mie e gli racconto la storia di Aneto che cerca un posto riparato e comodo per dormire.

Quando lo guarda da solo si sofferma a toccare i particolari che lo incuriosiscono di più. Ho cercato di usare stoffe diverse al tatto per rendere più interessanti la sua esperienza (i gufi sono in feltro,  i bordi in rilievo della luna e delle nuvole di lana, il centro dei fiori in velluto, l’albero in similpelle e la tasca/tana di pannolenci – tutto recuperato da avanzi vari che avevo in casa).

Aneto 1

 Aneto 2

Aneto 3

 Aneto 4

Aneto 5

Aneto 6

Autoprodurre un libro di stoffa non solo vi permette di dare al vostro bimbo un oggetto unico pensato su misura per lui, ma vi garantisce anche che i materiali con cui è fatto siano atossici e sicuri.

Qui trovate ben 150 ispirazioni interessanti.

Infine due esempi di libri di stoffa autoprodotti che mi sono piaciuti molto:

Libro di stoffa per piccolissimi

La storia del semino