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Colori a dita e colla naturale

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Sto progettando un nuovo laboratorio ispirato al libro “Federico” di Leo Lionni, la storia del topino che sembra che non faccia niente e invece fa un lavoro importantissimo.

E’ una storia bene scritta e molto semplice che offre moltissimi spunti:  l’importanza dell’arte, della contemplazione, della collaborazione, il tema della stagionalità, della diversità etc.

Il tutto accompagnato da illustrazioni semplici ma di grande effetto.

E’ da un po’ che voglio sperimentare i colori a dita naturali e le atmosfere di questo libro mi sembra si adattino benissimo, per cui ho preparato la base, secondo la ricetta di Equazioni:

  • 3 cucchiai di amido di mais
  • 1 /4 di tazza di acqua fredda
  • 1 tazza di acqua bollente

Si scioglie l’amido di mais nell’acqua fredda e poi una volta stemperato nell’acqua calda si mette sul fuoco mescolando finché non si addensa.

colori a dita1

Per aggiungere il colore però non ho voluto usare i soliti coloranti alimentari, bensì i pigmenti ottenuti da terre e ossidi minerali. Per il verde/grigio ho usato semplice argilla verde.

Credo che se si lavora nel campo dell’educazione ambientale ogni percorso debba favorire il più possibile l’impiego di materiali naturali e  di recupero, anche se non è il tema specifico dell’attività. Per esempio per ritagliare i topini ho usato il cartoncino degli astucci dello yogurt.

Mio cruccio, fin’ora, l’uso della colla in stick e del Vinavil (oltre a essere sintetico ha il difetto che usandolo spesso per le attività con i bambini si finisce per buttare via una quantità pazzesca di piatti, ciotoline, pennelli.etc).

Ma finalmente ho trovato l’alternativa: la base dei colori a dita, senza l’aggiunta dei coloranti, è una colla perfetta!

colori e colla1

Il mio primo carnevale

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Non pensavo di dover pensare al costume di Carnevale ancora per qualche annetto, ma al nido ci è stato chiesto di portare un travestimento anche per il nostro bimbo di 10 mesi.

Ho cercato di mettere insieme qualcosa di semplicissimo partendo da queste considerazioni:

  • non vale la pena di spendere niente, anzi è più divertente cercare di creare un costumino personalizzato riutilizzando creativamente ciò che abbiamo in casa
  • non volevo assolutamente fare qualcosa che avrebbe potuto risultare scomodo e rendere più difficile gattonamenti e movimenti vari: niente di ingombrante, che possa finire tra i piedi, impedire i movimenti dei piedi o delle braccia;
  • niente in testa o in faccia, né di troppo caldo.

Alla fine ho recuperato un paio di calze rovinante, qualche nastrino e un pezzo di feltro industriale e ho creato solo una codina morbida e due zampette da cucire sulle calzine.

Ed ecco un draghetto primitivo, in tutti i sensi…vabè ho un anno per migliorare!

1 - calze rotte_2

2 - coda_2

3 - zampe_2

4 - zampe_2

5 - draghetto_2

A ciascuno il suo… mostro

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Ognuno ha i propri mostri, l’importante è farseli amici. Ecco come.

Occorrente

Cartoni delle uova, pennarelli, pinzatrice, forbici.

Istruzioni

Ritagliare i cartoni delle uova, accoppiare i pezzi in modo che dietro si sovrappongano un pochino e pinzateli (prima controllate che stiano in piedi).

Disegnare con un pennarellino sottile solo alcuni tratti esagerando con le dimensioni.

Colorare con pennarelli.

blu

mostri in città

Ispirato a “Dov’è il mio mostro?” (Edizioni Usborne).