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Colori a dita e colla naturale

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Sto progettando un nuovo laboratorio ispirato al libro “Federico” di Leo Lionni, la storia del topino che sembra che non faccia niente e invece fa un lavoro importantissimo.

E’ una storia bene scritta e molto semplice che offre moltissimi spunti:  l’importanza dell’arte, della contemplazione, della collaborazione, il tema della stagionalità, della diversità etc.

Il tutto accompagnato da illustrazioni semplici ma di grande effetto.

E’ da un po’ che voglio sperimentare i colori a dita naturali e le atmosfere di questo libro mi sembra si adattino benissimo, per cui ho preparato la base, secondo la ricetta di Equazioni:

  • 3 cucchiai di amido di mais
  • 1 /4 di tazza di acqua fredda
  • 1 tazza di acqua bollente

Si scioglie l’amido di mais nell’acqua fredda e poi una volta stemperato nell’acqua calda si mette sul fuoco mescolando finché non si addensa.

colori a dita1

Per aggiungere il colore però non ho voluto usare i soliti coloranti alimentari, bensì i pigmenti ottenuti da terre e ossidi minerali. Per il verde/grigio ho usato semplice argilla verde.

Credo che se si lavora nel campo dell’educazione ambientale ogni percorso debba favorire il più possibile l’impiego di materiali naturali e  di recupero, anche se non è il tema specifico dell’attività. Per esempio per ritagliare i topini ho usato il cartoncino degli astucci dello yogurt.

Mio cruccio, fin’ora, l’uso della colla in stick e del Vinavil (oltre a essere sintetico ha il difetto che usandolo spesso per le attività con i bambini si finisce per buttare via una quantità pazzesca di piatti, ciotoline, pennelli.etc).

Ma finalmente ho trovato l’alternativa: la base dei colori a dita, senza l’aggiunta dei coloranti, è una colla perfetta!

colori e colla1

Aneto il Gufo – un libro di stoffa autoprodotto

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Un libro è pagine e colori, parole e fantasia, immagini e sensazioni. Non si è mai troppo piccoli per avere tra le mani un libro.

Il libro è un oggetto curioso, si sdraia e sta in piedi, ha un dritto e un rovescio, un davanti e un didietro. Qualche volta ha anche un buco. Come si fa a non voler esplorare un libro?

Il libro è uno strumento prezioso per un genitore, perché ci permette di condividere con i nostri figli parole e suoni, ritmi e colori. Inoltre, guardare cosa può fare tuo figlio piccolo con un libro tra le mani ti fa scoprire quante cose è già in grado di fare.

Nel sito del progetto Nati per leggere trovate moltissime motivazioni valide per proporre libri anche a bambini piccolissimi, una su tutte:

Il bambino acquisisce abilità nelle competenze dell’alfabetizzazione non solo come un risultato
di istruzioni dirette, ma anche come un prodotto di un ambiente stimolante e responsivo.

Se i libri hanno fatto parte del loro mondo sin da piccoli e sono stati protagonisti di nuove avventure come di rituali famigliari, quando arriverà il momento di imparare a leggere sarà più semplice, e soprattutto il piacere della lettura rimarrà con loro per sempre.

Un libro per i piccolissimi dovrebbe avere queste caratteristiche:

  • dimensioni e materiali che rendono facile e piacevole la manipolazione;
  • poche immagini e chiare;
  • poche parole, magari in rima;
  • piccole storie con oggetti e personaggi  famigliari e riconoscibili;
  • pagine interattive (con buchi, tasche, nastri, flip-flap…).

“Aneto il Gufo” è il primo libro di stoffa che ho fatto per il mio bimbo di 8 mesi.

Ho scelto poche immagini essenziali che raccontassero una storia semplice. Non ho aggiunto parole perché lunghe da realizzare e a questa età non mi sembrano fondamentali.

Quando lo guardiamo insieme gli descrivo le scene con parole mie e gli racconto la storia di Aneto che cerca un posto riparato e comodo per dormire.

Quando lo guarda da solo si sofferma a toccare i particolari che lo incuriosiscono di più. Ho cercato di usare stoffe diverse al tatto per rendere più interessanti la sua esperienza (i gufi sono in feltro,  i bordi in rilievo della luna e delle nuvole di lana, il centro dei fiori in velluto, l’albero in similpelle e la tasca/tana di pannolenci – tutto recuperato da avanzi vari che avevo in casa).

Aneto 1

 Aneto 2

Aneto 3

 Aneto 4

Aneto 5

Aneto 6

Autoprodurre un libro di stoffa non solo vi permette di dare al vostro bimbo un oggetto unico pensato su misura per lui, ma vi garantisce anche che i materiali con cui è fatto siano atossici e sicuri.

Qui trovate ben 150 ispirazioni interessanti.

Infine due esempi di libri di stoffa autoprodotti che mi sono piaciuti molto:

Libro di stoffa per piccolissimi

La storia del semino