Archivi tag: feltro

La raccolta dei tesori

Standard

Quando un bambino esplora un nuovo angolo di natura presto il suo sguardo si fissa a terra, come attirato da un’invisibile forza.

Sta cercando i tesori della natura, oggetti belli e misteriosi che gli raccontano la storia del posto che sta esplorando. Il percorso del bambino va da tesoro a tesoro, attirato da una forma strana, da un colore diverso, da un movimento. Difficilmente andrà dritto sul sentiero, ma si fermerà, tornerà indietro, girerà in tondo.

E quando trova un tesoro non può limitarsi a guardarlo. No, lo deve toccare e possibilmente raccogliere. Credo tutti i bambini si trovino a fare una volta o l’altra il gesto di mettere in tasca un sasso o una ghianda.  E’ un modo per dire “lo sento mio”, “mi interessa”. E’ un modo per riconoscere il legame con il mondo naturale, concreto e tangibile così come deve essere per dei bambini.

raccolta piuma2

Come tutti i gesti spontanei dei bambini esprime un bisogno, che una volta soddisfatto sarà la base sicura per la fase successiva. In questo caso: lo vedo, mi piace, ma lo lascio lì perché so che questo è il suo posto.

E come tutti i bisogni dei bambini, noi dobbiamo semplicemente accoglierlo e sostenerlo. Prima di tutto portandoli in luoghi dove possano fare le loro raccolte di tesori naturali in tranquillità.

Noi abbiamo creato anche una borsa apposta per la raccolta dei tesori, perché le nostre tasche non erano abbastanza grandi.

E’ una piccola borsa in feltro, da legare in vita perché rimanga ben ferma (a tracolla può dare fastidio, su una spalla rischia di cadere ogni momento).

borsa2L’11 ottobre tengo un corso di una giornata a Milano per imparare a fare borse in feltro, se volete maggiori informazioni potete visitare la pagina di Donnacreativa.

Feltro a 26 (piccole) mani

Standard

Ieri per l’ultimo appuntamento della Bottega del Feltro di questa stagione all’Oasi di Galbusera Bianca ho proposto ai bambini di fare un’opera collettiva da lasciare nello Spazio Bimbi dell’Oasi.

Il tema: i colori della primavera, sperando di chiamarla e convincerla a restare con noi a farci un po’ di compagnia!

I colori scelti di bambini sono stati tantissimi, il verde delle foglie e dei prati, il viola e il rosso dei fiori, l’azzurro del cielo, il giallo del sole…

Su una base di colore neutro hanno cominciato a preparare lo sfondo colorato del loro (a)razzo. Ognuno ha lavorato per pochi minuti nella sezione davanti a sé e poi si è spostato nella sezione del vicino, perché fosse un’opera veramente collettiva. Una sola regola: si poteva solo continuare ad aggiungere lana, ma non spostare né togliere quella già messa dal compagno.

preparare1

Preparato lo sfondo l’abbiamo bagnato con acqua calda e sapone e, aiutati dal un pezzo di plastiball per non spostare i pezzi di lana cardata, i ragazzi hanno cominciato a infeltrire.

Anche in questo caso ogni pochi minuti si scambiavano il posto, stratagemma che ha funzionato perfettamente per infeltrire in modo uniforme il loro (a)razzo: a seconda della lunghezza delle braccia e della forza ognuno tendeva a lavorare meglio più o meno vicino al bordo, così si sono completati perfettamente.

infeltrire1

 

Quando l’infeltrimento era ben avviato siamo passati alla fase della rollatura: fondamentale la collaborazione di tutti per arrotolare bene il pezzo, senza pieghe.

rollatura1

E poi hanno sbattuto per bene la loro opera, per rafforzare il processo di infeltrimento delle fibre e rendere il feltro ancora più resistente. Ovviamente questa parte è stata molto divertente!

lanci1

L’opera finita è stata intitolata “Un’esplosione di colori”.

finito1

Alcuni particolari notati dai ragazzi alla fine del lavoro: un occhio che li osservava dal mondo colorato del loro (a)razzo, un ricciolo dorato che al centro dell’opera illumina tutto come un raggio di sole, soffi bianchi di una brezza primaverile che sposta le nuvole e le porta via lontano. Speriamo.

particolarePS questa attività è stata liberamente e umilmente ispirata al bellissimo lavoro proposto da Diana Biscaioli a Feltrosa 2012.

 

Feltro e farfalle

Standard

Ho sempre avuto un talento per l’imprecisione, per le sbavature. Non me la cavo male neanche con le cose finite di fretta e quelle aggiustate in corsa pur di non riniziare da capo.
Quando ho avuto per le mani per la prima volta un ciuffo di lana e ho scoperto come si fa il feltro ho capito che era perfetto per me. Fino a quel momento ero convinta di essere negata per qualsiasi di forma espressiva minimamente artistica.
Il feltro ha tutte i requisiti per appassionarmi: una storia antichissima, un impatto bassissimo sull’ambiente e affonda le sue radici nel rapporto dell’uomo con gli animali.
È un materiale povero, con cui si sono fatte per molti secoli e in molti angoli del mondo suppellettili per uso quotidiano. Nello stesso tempo con il feltro si possono fare vere e proprie creazioni artistiche. Unisce culture apparentemente molto diverse tra loro: dalla Mongolia alle nostre Alpi tutte i popoli di pastori hanno infeltrito la lana.

1spirale

Per fare un oggetto in feltro occorre partire piano. Bisogna prendere in mano la lana, sentire delicatamente il suo verso e preparare più strati di lana cardata. All’inizio serve un poco di pazienza e cura, ma ancora sono fresca e mi prendo il tempo che serve per iniziare il lavoro.
Se si vogliono inserire delle decorazioni colorate c’è una sola regola: non possono essere troppo precise. Se sono astratte, meglio.

2collage feltro
Per bagnare la lana bisogna far piovere delicatamente l’acqua calda premendo la lana in modo che si impregni completamente. Poi bisogna insaponarsi le mani e partire a massaggiare delicatamente.
Come dico sempre ai bambini con cui faccio il feltro, è come incontrare un animale per la prima volta: dobbiamo farci conoscere, toccarlo con le punta delle dita e cominciare ad accarezzarlo piano piano.

3 farfalle1
Ma presto amicizia è fatta e si può cominciare a giocare.
Una volta che è cominciato l’infeltrimento infatti si aumenta la velocità e la pressione dei movimenti e non occorre più fare troppa attenzione: mi posso rilassare e so che il più è fatto, ora è difficile sbagliare. Non si può tornare indietro: la magia è fatta e il risultato sarà quel che sarà.
Mi sono cimentata anche con diversi pezzi tridimensionali (borse, cappelli) ma torno sempre al semplice tappetino: veloce, rilassante e di sicura soddisfazione, una volta asciugato diventa la base per continuare a creare.

La mia specialità, ovviamente, le farfalle.

4farfalle

Questo post partecipa all’evento “Blogger’s got Talent” ideato da Federica Mamma Moglie Donna, Micaela Le M Cronache, Serena IdeaMamma, Valentina di Mamy Chips & Craft e Natalia di Tempodicottura
E’ stato pubblicato originariamente sul blog di Gina Barilla

Aneto il Gufo – un libro di stoffa autoprodotto

Standard

Un libro è pagine e colori, parole e fantasia, immagini e sensazioni. Non si è mai troppo piccoli per avere tra le mani un libro.

Il libro è un oggetto curioso, si sdraia e sta in piedi, ha un dritto e un rovescio, un davanti e un didietro. Qualche volta ha anche un buco. Come si fa a non voler esplorare un libro?

Il libro è uno strumento prezioso per un genitore, perché ci permette di condividere con i nostri figli parole e suoni, ritmi e colori. Inoltre, guardare cosa può fare tuo figlio piccolo con un libro tra le mani ti fa scoprire quante cose è già in grado di fare.

Nel sito del progetto Nati per leggere trovate moltissime motivazioni valide per proporre libri anche a bambini piccolissimi, una su tutte:

Il bambino acquisisce abilità nelle competenze dell’alfabetizzazione non solo come un risultato
di istruzioni dirette, ma anche come un prodotto di un ambiente stimolante e responsivo.

Se i libri hanno fatto parte del loro mondo sin da piccoli e sono stati protagonisti di nuove avventure come di rituali famigliari, quando arriverà il momento di imparare a leggere sarà più semplice, e soprattutto il piacere della lettura rimarrà con loro per sempre.

Un libro per i piccolissimi dovrebbe avere queste caratteristiche:

  • dimensioni e materiali che rendono facile e piacevole la manipolazione;
  • poche immagini e chiare;
  • poche parole, magari in rima;
  • piccole storie con oggetti e personaggi  famigliari e riconoscibili;
  • pagine interattive (con buchi, tasche, nastri, flip-flap…).

“Aneto il Gufo” è il primo libro di stoffa che ho fatto per il mio bimbo di 8 mesi.

Ho scelto poche immagini essenziali che raccontassero una storia semplice. Non ho aggiunto parole perché lunghe da realizzare e a questa età non mi sembrano fondamentali.

Quando lo guardiamo insieme gli descrivo le scene con parole mie e gli racconto la storia di Aneto che cerca un posto riparato e comodo per dormire.

Quando lo guarda da solo si sofferma a toccare i particolari che lo incuriosiscono di più. Ho cercato di usare stoffe diverse al tatto per rendere più interessanti la sua esperienza (i gufi sono in feltro,  i bordi in rilievo della luna e delle nuvole di lana, il centro dei fiori in velluto, l’albero in similpelle e la tasca/tana di pannolenci – tutto recuperato da avanzi vari che avevo in casa).

Aneto 1

 Aneto 2

Aneto 3

 Aneto 4

Aneto 5

Aneto 6

Autoprodurre un libro di stoffa non solo vi permette di dare al vostro bimbo un oggetto unico pensato su misura per lui, ma vi garantisce anche che i materiali con cui è fatto siano atossici e sicuri.

Qui trovate ben 150 ispirazioni interessanti.

Infine due esempi di libri di stoffa autoprodotti che mi sono piaciuti molto:

Libro di stoffa per piccolissimi

La storia del semino