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Un piccolo giardino per gli insetti

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Con i bambini dell’asilo nido abbiamo fatto un piccolo giardino degli insetti.

Abbiamo scelto un angolo al sole del giardino e ci abbiamo messo un bancale. Tutti hanno aiutato a riempirlo di terra!

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Poi ci abbiamo messo tante piantine. Alcune profumate (finocchietto, ruta, menta, origano) e altre con grandi fiori colorati (aster, zinnie, verbena).

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Sulla pianta di finocchietto c’era un bruco di macaone, e in una settimana era cresciuto tantissimo! Poi è andato via … (qualcuno mi ha rivelato che un bambino l’ha disturbato un po’ troppo!).

Ora ci sono tante cavallette, coccinelle e altri abitanti. Aspettiamo che arrivino altri bruchini! Speriamo che la fioritura delle zinnie attiri qualche farfalla nel nostro giardino e che ci lasci qualche ovetto.

Se no sarà per l’anno prossimo…

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Feltro e farfalle

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Ho sempre avuto un talento per l’imprecisione, per le sbavature. Non me la cavo male neanche con le cose finite di fretta e quelle aggiustate in corsa pur di non riniziare da capo.
Quando ho avuto per le mani per la prima volta un ciuffo di lana e ho scoperto come si fa il feltro ho capito che era perfetto per me. Fino a quel momento ero convinta di essere negata per qualsiasi di forma espressiva minimamente artistica.
Il feltro ha tutte i requisiti per appassionarmi: una storia antichissima, un impatto bassissimo sull’ambiente e affonda le sue radici nel rapporto dell’uomo con gli animali.
È un materiale povero, con cui si sono fatte per molti secoli e in molti angoli del mondo suppellettili per uso quotidiano. Nello stesso tempo con il feltro si possono fare vere e proprie creazioni artistiche. Unisce culture apparentemente molto diverse tra loro: dalla Mongolia alle nostre Alpi tutte i popoli di pastori hanno infeltrito la lana.

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Per fare un oggetto in feltro occorre partire piano. Bisogna prendere in mano la lana, sentire delicatamente il suo verso e preparare più strati di lana cardata. All’inizio serve un poco di pazienza e cura, ma ancora sono fresca e mi prendo il tempo che serve per iniziare il lavoro.
Se si vogliono inserire delle decorazioni colorate c’è una sola regola: non possono essere troppo precise. Se sono astratte, meglio.

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Per bagnare la lana bisogna far piovere delicatamente l’acqua calda premendo la lana in modo che si impregni completamente. Poi bisogna insaponarsi le mani e partire a massaggiare delicatamente.
Come dico sempre ai bambini con cui faccio il feltro, è come incontrare un animale per la prima volta: dobbiamo farci conoscere, toccarlo con le punta delle dita e cominciare ad accarezzarlo piano piano.

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Ma presto amicizia è fatta e si può cominciare a giocare.
Una volta che è cominciato l’infeltrimento infatti si aumenta la velocità e la pressione dei movimenti e non occorre più fare troppa attenzione: mi posso rilassare e so che il più è fatto, ora è difficile sbagliare. Non si può tornare indietro: la magia è fatta e il risultato sarà quel che sarà.
Mi sono cimentata anche con diversi pezzi tridimensionali (borse, cappelli) ma torno sempre al semplice tappetino: veloce, rilassante e di sicura soddisfazione, una volta asciugato diventa la base per continuare a creare.

La mia specialità, ovviamente, le farfalle.

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Questo post partecipa all’evento “Blogger’s got Talent” ideato da Federica Mamma Moglie Donna, Micaela Le M Cronache, Serena IdeaMamma, Valentina di Mamy Chips & Craft e Natalia di Tempodicottura
E’ stato pubblicato originariamente sul blog di Gina Barilla