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Colori a dita e colla naturale

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Sto progettando un nuovo laboratorio ispirato al libro “Federico” di Leo Lionni, la storia del topino che sembra che non faccia niente e invece fa un lavoro importantissimo.

E’ una storia bene scritta e molto semplice che offre moltissimi spunti:  l’importanza dell’arte, della contemplazione, della collaborazione, il tema della stagionalità, della diversità etc.

Il tutto accompagnato da illustrazioni semplici ma di grande effetto.

E’ da un po’ che voglio sperimentare i colori a dita naturali e le atmosfere di questo libro mi sembra si adattino benissimo, per cui ho preparato la base, secondo la ricetta di Equazioni:

  • 3 cucchiai di amido di mais
  • 1 /4 di tazza di acqua fredda
  • 1 tazza di acqua bollente

Si scioglie l’amido di mais nell’acqua fredda e poi una volta stemperato nell’acqua calda si mette sul fuoco mescolando finché non si addensa.

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Per aggiungere il colore però non ho voluto usare i soliti coloranti alimentari, bensì i pigmenti ottenuti da terre e ossidi minerali. Per il verde/grigio ho usato semplice argilla verde.

Credo che se si lavora nel campo dell’educazione ambientale ogni percorso debba favorire il più possibile l’impiego di materiali naturali e  di recupero, anche se non è il tema specifico dell’attività. Per esempio per ritagliare i topini ho usato il cartoncino degli astucci dello yogurt.

Mio cruccio, fin’ora, l’uso della colla in stick e del Vinavil (oltre a essere sintetico ha il difetto che usandolo spesso per le attività con i bambini si finisce per buttare via una quantità pazzesca di piatti, ciotoline, pennelli.etc).

Ma finalmente ho trovato l’alternativa: la base dei colori a dita, senza l’aggiunta dei coloranti, è una colla perfetta!

colori e colla1

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Feltro a 26 (piccole) mani

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Ieri per l’ultimo appuntamento della Bottega del Feltro di questa stagione all’Oasi di Galbusera Bianca ho proposto ai bambini di fare un’opera collettiva da lasciare nello Spazio Bimbi dell’Oasi.

Il tema: i colori della primavera, sperando di chiamarla e convincerla a restare con noi a farci un po’ di compagnia!

I colori scelti di bambini sono stati tantissimi, il verde delle foglie e dei prati, il viola e il rosso dei fiori, l’azzurro del cielo, il giallo del sole…

Su una base di colore neutro hanno cominciato a preparare lo sfondo colorato del loro (a)razzo. Ognuno ha lavorato per pochi minuti nella sezione davanti a sé e poi si è spostato nella sezione del vicino, perché fosse un’opera veramente collettiva. Una sola regola: si poteva solo continuare ad aggiungere lana, ma non spostare né togliere quella già messa dal compagno.

preparare1

Preparato lo sfondo l’abbiamo bagnato con acqua calda e sapone e, aiutati dal un pezzo di plastiball per non spostare i pezzi di lana cardata, i ragazzi hanno cominciato a infeltrire.

Anche in questo caso ogni pochi minuti si scambiavano il posto, stratagemma che ha funzionato perfettamente per infeltrire in modo uniforme il loro (a)razzo: a seconda della lunghezza delle braccia e della forza ognuno tendeva a lavorare meglio più o meno vicino al bordo, così si sono completati perfettamente.

infeltrire1

 

Quando l’infeltrimento era ben avviato siamo passati alla fase della rollatura: fondamentale la collaborazione di tutti per arrotolare bene il pezzo, senza pieghe.

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E poi hanno sbattuto per bene la loro opera, per rafforzare il processo di infeltrimento delle fibre e rendere il feltro ancora più resistente. Ovviamente questa parte è stata molto divertente!

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L’opera finita è stata intitolata “Un’esplosione di colori”.

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Alcuni particolari notati dai ragazzi alla fine del lavoro: un occhio che li osservava dal mondo colorato del loro (a)razzo, un ricciolo dorato che al centro dell’opera illumina tutto come un raggio di sole, soffi bianchi di una brezza primaverile che sposta le nuvole e le porta via lontano. Speriamo.

particolarePS questa attività è stata liberamente e umilmente ispirata al bellissimo lavoro proposto da Diana Biscaioli a Feltrosa 2012.

 

I soliti colori della Primavera?

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Ecco il mio post per la Staffetta di Blog in Blog di aprile: tanti blog, un solo argomento scelto a maggioranza, post diversi che non c’entrano niente e talvolta si somigliano tantissimo.

Nel libro “L’ultimo bambino nei boschi” di Richard Louv si racconta brevemente di una mamma e una figlia che giocano a dare nomi nuovi ai colori che incontrano nelle passeggiate in montagna o nel loro giardino.

Oggi abbiamo fatto lo stesso gioco:

primulePrimule color “pipì di gnomo”

polmoniaria

Polmonaria color “pozza d’acqua fatata” e “alba venusiana”.

dente di cane

Dente di cane color “lingua di gatto” e “foca albina”

muschio

Muschio color “squame di drago”

corteccia

Corteccia color “suola di sandalo di vecchia che ha camminato dall’Himalaya alle Alpi””

germolgi nocciolo

Gemme di nocciolo color “pesce lunatico”

Ed ecco dove sono andati a finire gli altri colori della primavera: