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La scelta dell’asilo nido

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Il nido per noi è stato una scelta prima che una necessità. Il nostro piccolo è un bambino curioso e sempre attivo interessato alle persone e a quello che succede intorno a lui. Da quando è nato l’abbiamo tenuto sempre vicino a noi e abbiamo condiviso le nostre attività con lui, dalle pulizie di casa alle commissioni alle passeggiate con i cani… Quando è arrivato il momento per me di tornare al lavoro volevamo che potesse stare in un luogo a sua misura dove potesse essere libero di continuare a sperimentare e esplorare il mondo.

Abbiamo visitato 3 nidi prima di trovare quello che faceva per noi , e cominciavamo a pensare che avremmo dovuto abbassare le nostre aspettative

Il primo aveva un ambiente tranquillo e famigliare, ma proponeva attività banali e aveva solo un mini-giardinetto circondato da condomini come spazio esterno.

Il secondo aveva un progetto educativo con solide basi pedagogiche, ma erano rigidi e poco accoglienti rispetto alle nostre esigenze.

L’ultimo aveva spazi enormi e moltissimi materiali, forse troppi, una specie di Ikea dell’educazione dove gli oggetti determinano l’attività e non viceversa e ci siamo chiesti se il nostro bimbo avrebbe avuto persone di riferimento capaci di interagire positivamente con lui o sarebbe stato lasciato in balia di tutti quei giocattoli.

Il quarto che abbiamo visitato abbiamo subito “sentito” che era diverso: abbiamo avuto subito la sensazione di un luogo equilibrato,  dove educatrici, bambini e lo spazio (interno e esterno)  giocano ciascuno il proprio ruolo per la costruzione di un ambiente positivo e vivace. Ci è piaciuto il fatto che i genitori siano coinvolti nella vita del nido e l’attenzione a creare una continuità con la vita a casa per quanto riguarda le abitudini quotidiane del sonno e del cibo (hanno accettato da subito di usare i pannolini lavabili, di preparagli piatti vegetariani e di farlo mangiare i piatti dei grandi senza imboccarlo perché facciamo autosvezzamento). Ci ha conquistato poi l’attenzione alla natura e al mondo esterno in generale, perché pensiamo l’esperienza diretta del mondo naturale sia il migliore mezzo per permettere una crescita sana e equilibrata, grazie alla complessità e armonia degli stimoli che solo lì si trova (nel nostro nido non solo escono in giardino ma escono a passeggiare nel parco intorno al nido molto spesso!).

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Abbiamo iniziato l’inserimento sicuri di aver fatto la scelta migliore e infatti è andato tutto bene: nonostante qualche protesta ogni tanto, si è lasciato subito consolare dalle educatrici e distrarre dai nuovi amici. Ora la mattina quando gli dico che è ora di andare all’asilo va a prendere le scarpe per uscire!

Da quando va all’asilo ha imparato ad applaudire e tuffarsi sui cuscini morbidi, dal che si capisce che si diverte tantissimo. All’asilo ha scoperto nuovi giochi che a casa non aveva mai provato, come il carrellino e i trattori… insomma tutto ciò che ha le ruote che gli piace moltissimo. Fa molte attività interessanti, ma non troppe: la maggior parte del tempo è gioco libero e le educatrici seguono le richieste dei bambini, per esempio leggono spesso quando i bimbi (ma anche uno solo) portano loro i libri, senza programmare sempre momenti strutturati di lettura.

Abbiamo scelto di lasciarlo mezza giornata, perché comunque pensiamo che avere vicino i propri genitori e condividere con loro la vita quotidiana sia comunque la cosa più importante. Quando torna a casa io ho (più o meno) finito di lavorare e fare cose noiosissime come stare davanti al computer e così può partecipare ad attività molto più divertenti, come dare una mano in giardino e a stendere il bucato.

Ecco alcuni segnali che possono aiutarvi a capire che il nido che state visitando è un buon nido:

– lo spazio: lo spazio deve essere al 100% a misura di bambino, i giochi e i libri alla sua altezza, deve poter vedere fuori dalle finestre, deve essere organizzato in modo che possa scegliere cosa fare, e ci deve essere sempre un angolo “tana” dove rifugiarsi quando gli stimoli sono troppi e ha bisogno di riposo;

– dovete avere la possibilità di parlare con le educatrici che seguiranno direttamente vostro figlio, spesso si parla con direttrici che poi in realtà non stanno a contatto  con i bambini più di tanto;

– il linguaggio delle educatrici non deve essere giudicante né etichettante né andare per generalizzazioni (non è facile, e infatti la coordinatrice del nostro nido parla pochissimo, il che mi sembra un ottima politica: il suo nido parla per lei);

– il bagno per il cambio deve esserci un fasciatoio comodo, con una scaletta per i bambini più grandi, una panchinetta per sedersi e qualche gioco per i bambini in attesa di essere cambiati: non può essere una stanza solo “di servizio” ma è parte integrante del nido!

– lo spazio esterno ci deve essere e deve essere valorizzato nel progetto educativo;

– se usano la parola “lavoretti” è un brutto segno, è vero che per i genitori certe volte è difficile accettarlo ma a questa età conta il processo, non il prodotto: io non ho visto ancora niente di quello che ha fatto mio figlio all’asilo, me lo hanno raccontato, ho visto le foto delle attività ma non ho in mano niente, ed è giusto così;

– devono essere flessibili ad accogliere le esigenze del bambino e dei genitori: dall’inserimento (deve essere almeno di una settimana, ma che deve potersi prolungare per tutto il tempo necessario), alla possibilità di portare e oggetti da casa (senza esagerare, ma avevo letto sul blog di Francesca del nido che vieta di portare il pupazzetto per la nanna, cosa che trovo assolutamente agghiacciante – lei ovviamente aveva risolto il problema in modo geniale).

Si potrebbe parlare di mille altre cose, il numero massimo di bambini, la documentazione, la formazione delle educatrici (e anche il tipo di contratto: se sono assunte avete maggiori garanzie che non cambino troppo spesso), le serate per i genitori etc…

Ovviamente non sempre si può pretendere che tutte queste caratteristiche siano rispettate: voi quali esperienze avete avuto, cosa vi ha conquistato dell’asilo dove va il/la vostro bimbo/a e su cosa avete dovuto accettare compromessi?

 

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