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Dormire insieme ai bambini

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Dormire insieme è la cosa più naturale del mondo.

La maggior parte dei mammiferi condivide la tana con la prole, e nella storia dell’umanità i bambini non hanno mai dormito da soli. E c’è un motivo, anzi due.

Prima di tutto per proteggere i propri figli da eventuali minacce, per fortuna non molto probabili nel nostro mondo.

E poi per permettere l’allattamento a richiesta, che non solo ha permesso alla nostra specie di sopravvivere per migliaia di anni, ma è tuttora il migliore modo e più naturale per nutrire i cuccioli e promuovere l’attaccamento con la madre (per fortuna non il solo!).

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Oltre al nutrimento, uno dei bisogni oggettivi dei bambini piccoli è il contatto. Hanno vissuto per 9 mesi in un ambiente a temperatura costante, senza notte né giorno, nutriti e idratati 24 ore su 24, con dolci suoni e movimenti a cullarli: per superare il trauma della nascita hanno bisogno di un periodo di transizione e accompagnamento alla realtà del mondo esterno, più o meno lungo a seconda di diversi fattori. Si parla infatti di esogestazione per i primi 9 mesi fuori dall’utero.

Dormire insieme aiuta anche a prendere il ritmo circadiano e a diminuire gli episodi di pianto notturno. Permette alla mamma e al papà di accudire il piccolo anche di notte, senza doversi alzare.

Man mano che il bimbo cresce diventa semplicemente un modo per condividere un momento delicato della giornata e gestire i risvegli notturni con semplicità (perché ci saranno, e fino a 3 anni sono fisiologici!).

Spesso leggo di genitori che si trovano a condividere il letto con i bimbi ma hanno molti dubbi e difficoltà, anche di tipo pratico.

Per noi è andata così: non abbiamo preparato la “cameretta”, ma una stanza con il meno possibile da adattare alle esigenze che avremmo avuto di mano in mano. Una specie di premonizione ha fatto sì che io insistessi per portare lì il futon singolo che era il letto del papà.

I primi tempi ho dormito io nel letto singolo con il bimbo, ma dopo le prime settimane abbiamo cercato una soluzione di più lunga durata.

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Abbiamo trasferito il nostro letto e l’abbiamo messo vicino al letto singolo, così c’è spazio per tutti ed è sicuro. Il fatto che sia per terra è bellissimo: da quando gattona è autonomo nel salire e scendere da solo (Montessori insegna).

Abbiamo usato pochissimo la culla e non pensiamo di utilizzare lettini o lettucci: questo letto potrà essere il letto del nostro bimbo fino a che lo vorrà.

Quando lui sarà pronto, noi ci ritrasferiremo in camera nostra (attualmente guardaroba e mio studiolo) e lui rimarrà nella sua camera, un luogo che già conosce e dove pensiamo sarà più facile sentirsi tranquillo e al sicuro.

Questo post partecipa al Blog Tank di Donna Moderna.

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