Archivi categoria: Cucina

ricette e attività in cucina da fare con i bambini

Il risveglio della natura

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E’ la festa della rinascita , del risveglio, dei colori dei fiori e del sole che scalda.

L’inverno è passato, le giornate sono più lunghe, le nuove foglie e i fiori creano nuovi magici rifugi per uccellini, insetti e bambini.

Tanti tesori ti aspettano, basta cercarli.

Aguzza la vista, non luccicano sempre le sorprese.

Guarda tra le foglie, i rami, i fiori… eccole!

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Ho messo a bollire in 3 pentolini mezza barbabietola (per il marrone scuro), un quarto di cavolo viola (per il blu) e una manciata di spinaci (verde marcio).

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In ciascun pentolino ho aggiunto 3 uova, un cucchiaio di aceto e ho lasciato sobbollire per 20 minuti circa.

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Ho lasciato a bagno le uova nel pentolino tutta la notte (in frigo), immerse nel pentolino: dove la verdura toccava direttamente i gusci i colori sono più intensi.

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Liberiamo una ricetta: crespelle veg

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Siamo vegetariani da qualche anno ormai, e per ora lo è anche il nostro bimbo. Ci sono tante ragioni politiche, etiche, ambientale e di salute per cui pensiamo che questa sia la scelta migliore per noi.

C’è chi pensa che sbagliamo a “imporre” questa scelta a nostro figlio, mentre per noi è semplicemente normale che un figlio condivida le abitudini alimentari della sua famiglia. Non pensiamo di mettergli divieti, quando crescerà se sarà curioso di mangiare la carne lo potrà fare (magari non a casa).

Ovviamente cercheremo di spiegargli perché pensiamo sia giusto essere vegetariani. Più di tante parole però, speriamo che conti il fatto che dividiamo la nostra vita e la nostra casa con 5 altri animali, Dougal, Giulietta, Amleto, Momo e Salvia (cani gatto e pecore). Tutti i giorni parliamo con loro, ci giochiamo, cerchiamo di capire le loro esigenze e il loro carattere.

Crescendo con loro penso che il nostro bimbo non potrà mai pensare che quella che ha davanti è un pezzo di carne e basta, ma saprà che è ciò che resta di un individuo, con la sua storia, le sue esperienze, le sue gioie e, perché no, le sue speranze.

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Per le crespelle

70 g farina 0

50 g farina di ceci

200 ml latte di soia

olio e sale qb

Mescolare le farine e il sale, aggiungere il  latte e l’olio e amalgamare il tutto. Cuocere le crespelle in padella con circa un mestolo di impasto ciascuna (più o meno ne vengono 5).

Per il sugo

Chiedere la collaborazione di un assistente che prepari un classico sugo al pomodoro, magari con aggiunta di qualche verdurina sostanziosa in più come finocchi e carote.

Per la besciamella veg

olio di semi di girasole

farina di ceci

brodo

noce moscata

Scaldare l’olio e aggiungere poco a poco la farina mescolando. Quando avete ottenuto un composto abbastanza solido aggiungete a poco a poco il brodo continuando a mescolare fino a che avete raggiunta la consistenza desiderata. Aggiungete noce moscata e fate cuocere 10 minuti circa.

Parmavegano

3 cucchiai mandorle

2 cucchiai semi di girasole

2 cucchiai semi di sesamo

2 cucchiai semi di lino

2 cucchiai lievito alimentare in scaglie

Mescolare tutto e tritare.

Crespelle veg

Mettete le crespelle una a una nella teglia, riempite ciascuna con 2 cucchiai di sugo e due di besciamella, chiudete e affiancatele una a una. Ricoprite con il sugo e la besciamella avanzata e spolverate tutto con il parmavegano e un filo d’olio. Passate in forno sotto al grill qualche minuto.

teglia

“Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia.Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web”. Poi inserire il link del post in questa pagina: http://www.mammafelice.it/2014/01/30/liberiamo-una-ricetta-edizione-2014/.

La prima torta di compleanno

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La nostra torta di compleanno doveva essere a base di kiwi e banana (i suoi frutti preferiti), colorata e bella da toccare.

Ma non solo, la volevo sana: sono d’accordo che ogni tanto va bene mangiare schifezze ma nelle occasioni importanti no, perché mangiare sano non è solo giusto ma è anche buono e bello.

La volevo che fosse per lui, delle sue dimensioni, senza scritte che non può leggere, o troppo delicata per poterla toccare.

Sembrava impossibile, come al solito ho troppe pretese…invece l’ispirazione perfetta è arrivata dal blog di Daria: la Tartaruga di frutta!

Questo dolce è tutto quello che volevo, ed è pure vegano!

Mi sono ripromessa di seguire la ricetta passo passo: non posso sbagliare per la sua (prima!) festa di compleanno.

Ma non c’è niente da fare, sono refrattaria alle ricette, non riesco mai a seguirne una dall’inizio alla fine, devo sempre improvvisare. Un po’ è la disorganizzazione di non avere mai tutti gli ingredienti, e la pigrizia di procurarseli all’ultimo con uno sforzo in più.

Ma sotto sotto è la convinzione che le cose riescono bene anche se le si fanno in modo diverso, che non c’è mai UN modo solo, e che dà più soddisfazione trovare il proprio che seguire quello degli altri.

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Così ecco la ricetta con le mie modifiche (e non rifatela uguale, ma improvvisate un po’ anche voi):

Ingredienti:

2 banane

3 kiwi

4 cucchiai di mandorle sbucciate

6 cucchiai di miglio

1 tazza e 1/2 di farina di cocco

cannella

1 limone

2 chiodi di garofano

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Procedimento:

Unire il miglio e le mandorle con 500 ml di acqua fredda e frullare a lungo. Unire la farina di cocco e la cannella e frullare ancora un po’. Lasciare riposare in frigo per far addensare la crema (io ho aspettato una notte, ma forse non è necessario).

Tagliare le banane per il lungo e i kiwi a rondelle. Cominciare a mettere le banane alla base formando un cerchio, ricoprite con la crema e fate uno strato di kiwi e ancora crema e via così. Concludete con uno strato di kiwi.

Io ho usato un limone per fare zampe, coda e testa e chiodi di garofano per gli occhi.

Ha avuto un gran successo! E’ stata guardata, toccata e mangiata di gusto!

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Germogli: chia

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La chia (Salvia hispanica) è una pianta del Centro-Sud America  usata ampiamente già dagli Aztechi.

I semi di chia contengono tantissimi principi nutritivi importanti (calcio, potassio, manganese) e ci sono stati consigliati per il loro altissimo contenuto di Omega 3, perfetti quindi per integrare la dieta vegetariana della nostra famiglia.

Possono essere usati come i semi di lino e di sesamo da aggiungere a numerosissimi piatti, sia salati che dolci… ancora non sono molto diffusi in Italia e non è facilissimo trovarli, intanto però abbiamo ricevuto in regalo un pacchetto di semi di chia da germogliare, per cui abbiamo sperimentato.

Sono semi mucillaginosi, per cui vanno trattati in modo diverso dagli altri (per esempio ravanelli e lenticchie): io li ho lasciati a bagno per 10 minuti fino a che hanno sviluppato il gel tipico dei semi mucillaginosi (altrimenti conosciuto come effetto uova di rana).

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Poi li ho spostati delicatamente con il dorso di un cucchiaio in un altro piatto per non lasciarli nell’acqua in eccesso.

Li ho bagnati 2 volte al giorno con lo spruzzino in modo più uniforme possibile.

Una sera mi sono dimenticata e il gel si è seccato tutto, ma nonostante tutto il giorno dopo li ho bagnati ancora e il 3* giorno sono spuntati i germogli!

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Al 5* giorno erano pronti! Non sono germogliati tutti, probabilmente quando non li ho bagnati qualche seme non ha resistito.

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Li abbiamo mangiati spolverati sopra una crema di lenticchie, come sapore sono molto delicati.

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Germogli: ravanelli e lenticchie

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Fare l’orto con i bambini è una bellissima attività: si imparano a riconoscere le verdure, si segue lo sviluppo delle piante, si comprende la diversità delle diverse specie e l’importanza della stagionalità… e tantissime altre cose.

Però non sempre è possibile e recentemente ho scoperto una fantastica alternativa: la possibilità di produrre in casa i germogli da mangiare (grazie a Rosa!).

Non solo è semplicissimo e ma ci vogliono pochissimi giorni per avere i germogli pronti ed è quindi un’attività adatta anche ai bimbi più piccoli.

Avendoli fatti crescere loro dovrebbero essere più portati ad assaggiarli e così si può aggiungere alla loro dieta un elemento ricchissimo di elementi nutritivi preziosi.

vari semi

Quali semi e dove prenderli

Si trovano nei negozi bio bustine di sementi alimentari: è meglio non usare quelli da piantare perché possono essere stati trattati con prodotti nocivi.

Per legumi (lenticchie, ceci etc.), granaglie (grano, miglio etc.), spezie (senape, finocchio, aneto, coriandolo etc.) e semi (sesamo, lino etc.) si possono usare quelli da usare in cucina.

Ovviamente se avete un giardino potete raccogliere i vostri semi!

Meglio evitare le solanacee (patata, peperone, melanzana, pomodoro) che quando germogliano sviluppano sostanze tossiche.

Dove farli germogliare

Esistono germogliatori fatti apposta o si possono creare in casa, io ho optato per il “sistema dei vasetti“: ho scelto alcuni vasetti piuttosto grandi (attenzione che il volume dei germogli aumenta notevolmente man mano crescono!) e li ho chiusi con una garzina fermata da un elastico.

lenticchie e ravanelli

Come farli germogliare

La maggior parte dei semi devono essere tenuti a bagno per 12 ore circa, al buio. Poi bisogna sciacquarli bene e mettere il vasetto capovolto in un contenitore. In questo modo l’acqua non ristagna e grazie anche ai frequenti risciacqui (circa 3 al giorno) i semi rimangono idratati senza che si formino muffe.

Io li ho tenuti sul davanzale vicino al lavandino delle cucina, in modo da averli sottomano e ricordarmi di sciacquarli.

(Crescione, chia e altri semi mucillaginosi vanno fatti germogliare diversamente: sarà il mio prossimo esperimento!)

ravanelli

Come consumarli

I germogli di legumi sono pronti quando emettono la radichetta, mentre quelli di ravanello e la maggior parte degli altri quando spuntano le prime 2 foglioline.

I legumi è meglio consumarli saltati in padella o cotti al vapore per pochi minuti in modo che siano più digeribili, mentre i ravanelli sono ottimi crudi!

lenticchie

Liberiamo una ricetta: crema di tofu e lattuga

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Noi abbiamo deciso di percorrere con il nostro bimbo la strada dell’alimentazione complementare a richiesta, per cui da quando ha 6 mesi mangia con noi a tavola, assaggiando dai nostri piatti.

In poche settimane ha imparato a gestire tantissimi cibi di forme e consistenze diverse. Soprattutto ha potuto assaggiare senza pregiudizi tantissimi sapori, compresi cavoli cipolle aglio trevisana limone…

Da noi la frase “Ma […] non piacciono ai bambini!” è bandita: ognuno è diverso e ha i propri gusti, non possiamo sapere noi cosa gli piace, deve essere lui a provare.

Alcune consistenze sono un po’ più difficile da masticare, per esempio la lattuga, così mi sono inventata questa crema semplicissima.

Tra l’altro è un ottimo modo per recuperare l’insalata avanzata quando è troppo poca per riproporla da sola.

ingredienti

Ingredienti

Tofu

Lattuga

Olive

Olio

Procedimento

Mettere in una ciotola il tofu tagliato a cubetti, le olive, la lattuga. Condire con poco olio e frullare.

 

procedimento

Note

Il sale non lo aggiungiamo perché le olive sono di solito sufficienti a dare sapore e da quando dividiamo i piatti con il nostro piccolo stiamo cercando di ridurre l’uso del sale.

La crema è buona da mangiare così su un po’ di pane o grissini ma in particolare a me piace come condimento per la pasta.

risultato

Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge.

Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web.

Qui tutti i partecipanti a Liberiamo una ricetta 2013.