Nascita di un genitore

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Dopo circa un mese dalla nascita di mio figlio siamo andati all’ultimo incontro del corso pre-parto, quello in cui si portano i pupetti e si condividono le esperienze del parto. L’ostetrica ci faceva intervenire nell’ordine di nascita dei bimbi, così alla fine di ogni racconto chiedeva: “E dopo chi è nato?”. Ad un certo punto mi sembrava toccasse a me, così sono intervenuta e ho detto, senza pensarci: “Dopo siamo nati noi!”. Ops, lapsus…

Ma forse no, in realtà più ci pensavo più aveva senso: intanto perché nascere è un lavoro che si fa (almeno) in due, e a un mese dal parto non mi poteva essere più chiaro.

E poi perché come genitore sono nata anch’io quel giorno, per quanto ci avessi pensato prima e per quanto ne avessi letto, mi fossi immaginata come sarebbe stato, per quanto mi sentissi pronta e in grado, fino a che non c’è stato lui era solo un’idea di genitorialità astratta e solo da quel momento è diventata una pratica, una parte concreta della mia vita e fondamentale della persona che sono.

Non penso che diventare genitore ti debba per forza sconvolgere la vita, può essere anche la continuazione naturale di quello che siamo stati prima, ma certamente è una prova concreta che richiede la mobilitazione di risorse e energie che non sapevamo neanche di avere e che mette in gioco tutti noi stessi, portandoci a grandi conferme ma anche rivoluzioni di quello che fino a poco tempo prima ci sembrava facile e scontato.

Negli incontri che tengo con i genitori non voglio fornire soluzioni generalizzate nè tantomeno ricettine pedagogiche, ma mettere al servizio di altri gli strumenti e le informazioni che ho imparato nel mio lavoro di educatrice e che si stanno arricchendo e trasformando nella mia esperienza di madre.

Insieme a loro voglio porre quelle domande che spesso i genitori si fanno ma a cui non riescono a trovare risposta, perché manca il loro il tempo o che magari evitano di approfondire perché in un momento così impegnativo delle loro vite non vogliono aggiungere confusione e dubbi.

Le risposte proveremo a trovarle insieme, ciascuno secondo le proprie esigenze, i propri valori e la propria storia personale.

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NASCITA DI UN GENITORE

 Aspettative, luoghi comuni e vita quotidiana di un neo genitore.

Laboratorio di riflessione guidata sui cambiamenti e le sfide che porta la genitorialità con strumenti che promuovono una comunicazione costruttiva e una condivisione rispettosa di esperienze e punti di vista, tramite la scrittura, lettura e commento di racconti letterari o autobiografici e esercizi di immedesimazione.

Primo incontro

1.      Modelli genitoriali

Ognuno di noi ha una sua idea di come dovrebbe essere un genitore, ma spesso non ne è del tutto consapevole. A chi guardiamo come modello? Quali sono le caratteristiche e i comportamenti che riteniamo tipici di un genitore? E che genitore vorremmo o ci sentiamo di essere?

2.      Idea di bambino

Qual è l’età giusta per maneggiare un coltello? E per dormire da soli? Siamo sicuri di sapere cosa possiamo aspettarci legittimamente dal nostro bambino? E come capire di cosa ha realmente bisogno?

 

Secondo incontro

1.    Cosa c’è di vero?

Proviamo a capire il senso e il non senso in alcune frasi che prima o poi in quanto genitori ci sentiremo dire, e forse diremo noi stessi, come: “Bisogna imparare a dire di no”, “Sono solo capricci”, “Se lo tieni troppo in braccio lo vizi”, “Se lo aiuti non imparerà mai a farlo da solo” etc.

2. Comunità: risorsa o ostacolo

Qual è il ruolo di nonne, parenti, amici nella crescita di nostro figlio? Come possono aiutare? Come gestire interventi sgraditi e mettere a frutto le potenzialità di una rete sociale.

3. Esperti e “esperti”

Chi è un vero “esperto”, di chi possiamo fidarci quando abbiamo bisogno di un consiglio e di un supporto? Tra chat e forum di mamme, siti specifici, riviste, rubriche e trasmissioni televisive è possibile trovare un aiuto e non solo confusione? Ma soprattutto, ne abbiamo bisogno?

 

Terzo incontro

1. Educare, educarsi

Ma quindi cosa significa “educare”? è un’attività, un processo spontaneo o intenzionale? Quali sono gli strumenti a disposizione? Chi o che cosa educa?

2. Resituzione e verifica del percorso

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