Il mio problema con la Tata

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Il mio problema con la Tata non sta tanto nei consigli che dà. Alcuni mi sembrano giusti, quasi da buon senso comune, molti altri sbagliatissimi (come ovviamente nella tanto discussa puntata sull’estinzione graduale del pianto).

Il mio problema con la Tata è soprattutto la modalità superficiale con cui affronta i problemi educativi: sempre le stesse modalità, sempre gli stessi consigli, senza mai contestualizzarli veramente e spiegare perché dovrebbero funzionare o meno, senza mai porre dubbi o alternative.

L’educazione è un processo complesso e sempre diverso, perché coinvolge persone che per definizioni sono uniche, irripetibili. Le situazioni problematiche, anche se simili apparentemente, racchiudono tutte un aspetto di unicità, in cui spesso si trova proprio la soluzione per affrontarle.

Per esempio tendenzialmente non sopporto l’onnipresente consiglio “ignora i capricci”, ma paradossalmente in una delle puntate che ho visto la mamma interagiva in modo talmente ansiogeno con il bambino in fase di protesta che sembrava anche a me, se non la cosa giusta in assoluto, perlomeno un passo nella direzione giusta.

Perché dipende, dipende da cosa si intende “ignora i capricci”: vuol dire non drammatizzarli? Non acutizzarli rispondendolo con agitazione e rabbia speculari a quelle del bambino? Vuol dire prendersene gioco per smorzare in una risata i sentimenti negativi? Vuol dire far finta di niente? Si intende ignorare il bambino in tutto e per tutto? Ma per quanto tempo? Oppure ignorare ciò che è avvenuto e interagire con il bambino come sempre?

Ma la Tata non spiega, non problematizza: offre ricettine.

wildetimo

E così lo spettatore è completamente passivo, rafforza la convinzione su quello su cui è d’accordo e ignora il resto. Ma di fatto non ha strumenti nuovi  per essere un genitore migliore.

Soprattutto questo aspetto secondo me è grave: se nella puntata incriminata avessero spiegato il metodo dell’estinzione graduale del pianto, le varianti, quali sono i pro e i contro, le posizioni ufficiali delle associazioni pedriatiche, le possibili alternative dolci (per esempio quello che propone Elisabeth Pantley), la fisiologia del sonno del bambino e cosa è normale aspettarsi da lui, le tantissime soluzioni diverse dalla solitudine della cameretta (il lettone, il side bed, il letto montessoriano, il lettino nella camera dei genitori) e, nonostante tutto, la mamma vesse deciso di provarci, avrei considerato le immagini drammatiche del bambino che piange quasi come un documento verità di quello che comunque, che ci piaccia o no, succede in moltissime case italiane.

Discutibile, certo. Spiacevole di sicuro. Ma magari utile per affrontare aprire un dibattito serio sulla cultura del sonno dei bambini che c’è in questo paese.

Chiariamoci: io mi sarei indignata lo stesso, lo avrei considerato comunque una spettacolariizzazione del disagio dei bambini a favore della visibilità della trasmissione. Ma da parte loro sarebbe stato più coraggioso.

Invece i genitori sono trattati dalla Tata molto peggio dei bambini, sia quelli protagonisti della trasmissione sia gli spettatori. Il messaggio di fondo della Tata è: una sedicente esperta in 5 giorni e con 4 consigli stereotipati  è in grado di risolvere i tuoi problemi meglio di te. Tu devi solo eseguire. La mamma di quella puntata è un burattino nelle mani della Tata (o almeno così ci è presentata, perché ovviamente è parte del format).

É questo l’aspetto peggiore: chi davvero vuole essere di sostegno ai genitori nella complessità del compito che si trovano ad affrontare giorno per giorno deve prima di tutto farli sentire capaci e dargli la possibilità e gli strumenti per decidere loro cosa è meglio per i loro figli, perché sono loro che li conoscono intimamente e possono veramente cambiare in meglio le loro vite, se lo fanno con convinzione e autodeterminazione.

PS. Noi ovviamente dormiamo insieme!

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  1. Ora vorrei proprio capire come si possa sentire la mamma di quel bambino protagonista suo malgrado di questa storia. Parlo della mamma in quanto si è trovata lei a fare i conti davanti alle telecamere con l’angoscia del suo bambino che piange disperato e che poi lo ha condiviso con tutti coloro che hanno visto la puntata.
    La immagino,in difficoltà nella gestione famigliare, chiamare la tata e affidarvisi fiduciosa che i metodi proposti approvati da esperti insindacabili costituiscano la strada migliore e speranzosa che possano aiutarla a ritrovare un po di equilibrio.
    La immagino impegnata nel cercare di attuare le strategie nonostante nella sua pancia un casino ormonale assordante quasi quanto il pianto di suo figlio le dica di correre da lui ed abbracciarlo. Ma non si può. Sta facendo ciò che è meglio per tutti non perché lo pensi lei ma perché glielo dice la tata.
    La immagino guardare la puntata alla tv e sentirsi stritolare il cuore alla vista di quelle immagini.
    La immagino cercare di continuare ad applicare regolarmente quanto le è stato insegnato.
    Non vorremmo mica buttar via il lavoro della tata? ? Sia mai!
    La immagino, ad un certo punto, venire a conoscenza delle posizioni della comunità scientifica.
    Capire che il pediatra, anzi, moltissimi pediatri non la pensano come la tata, che, anzi, la fisiologia del sonno è diversa da come le avevano propinato in una sorta di manuale di soluzioni uguali per tutti.
    Capire che il suo bambino la chiamava e lei lo ha ignorato non per una sua scelta ma per assecondare l’integerrima esperta.
    Moltiplicare il suo disagio pensando a quante persone hanno visto e saputo e commentato e criticato.
    E sentirsi infine ancora più confusa di quanto fosse prima dell’attivo dell’ orda mediatica in casa sua.
    Ecco. . Magari non è andata proprio così, sicuramente non è andata proprio così ma se fossi io in lei, anche solo per una di queste cose, beh… sarei tanto ma tanto ma tanto incazzata!

    • Sinceramente non ho avuto neanche il coraggio di provare a mettermi nei panni di quella mamma, che sicuramente voleva fare solo la cosa migliore per sè e per la sua famiglia. Anch’io mi sono chiesta come starà vivendo tutte le polemiche, non deve essere facile. Però spesso quando facciamo qualcosa pubblicamente ci vuole molto coraggio a rinnegarlo, temo che probabilmente difenderà la Tata e il suo operato…

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